Le porte sono aperte, ed e’ per sempre
Gli spazi illimiti dell’altipiano andino percorsi con il bus panoramico dal lago Titicaca ad Arequipa riaprono le porte a cui l’Ayahuasca solo qualche giorno fa ha dato eterno accesso.
quella che posso sicuramente definire la notte piu’ incredibile della mia vita si e’ aperta con un te’ di socializzazione tra una ventina di sconosciuti di varia provenienza in una bellissima casa di adobe. tanti vengono qui ogni settimana.
Diego, lo sciamano,e’ un corpo di spirito.Altissimo,il cranio oblungo, veste di bianco e non e’ di questa terra.
Impartisce regole di condotta morale per quello che e’ il rito piu’ sacro alla Pachamama.
Sono stanca ed eccitata. So che sara’ un’esperienza memorabile e mi fido di Sean che per la terza volta si sottoporra’ al rito e che ha personalmente scelto il maestro di cerimonie.
Ci spostiamo quindi nel tempio circolare, semplice ed accogliente, con un oculo verso il cielo. Inizia il rituale. A turno riceviamo dalle mani di Diego e beviamo di un sorso l’Ayahuasca esprimendo silenziosamente l’intenzione e brindando con il gruppo. Sapore acre.
Nel buio entriamo dentro noi stessi. tutto in breve tempo si accende di una nuova luce. Visioni psichedeliche di un mondo incredibile, inizialmente delicate. Il vero segnale arriva con la nausea. Le porte si aprono. Visioni di mondi infiniti, frattali e colori incredibili, creature fantastiche, movimento e luce mi riempiono di una gioia non umana.
Uscita da me in astrale vedo Sean e nella nuova dimensione continuo a ripetergli telepaticamente che tutto questo e’ pazzesco.credo che mi senta in qualche modo perche’ ogni tanto si volta e sorride.
Tutto e’ pieno d’amore in un climax continuo che mi conduce alla sorgente di ogni cosa. La luce da cui proveniamo, l’infinito, l’eterno, la felicita’ incondizionata che abbiamo perduto, angeli caduti.
Ma la cerimonia e’ una danza tra il dentro e il fuori, ed e’ con gli altri del circolo, che ora sono me.
I canti bellissimi e il suono della chitarra mi riportano di quando in quando “fuori” e mi ritrovo con mia sorpresa a recitare in coro mantra hindu appresi mesi addietro e conservati nel profondo della memoria e a sapere, ignorando, testi di antiche ballate. La parte inferiore del corpo, pur seduta balla senza sosta.
E poi torno “dentro”. e non e’ tutta gioia. Sono fuori dal mio corpo e sento con estrema chiarezza quello che mi ha fatto soffrire e le persone importanti della mia vita.
Parole delle canzoni colte a random sono il trigger della catarsi e mi ritrovo piu’ e piu’ volte a vomitare tutta la sofferenza e a perdonare e perdonare me stessa.
Mi vedo, sono una bambina innocente dal sorriso di luce e il corpo d’adulta. e c’e’ cosi’ tanto amore attorno a me!
Posso entrare nell’anima dei miei amici piu’ cari e c’e’ cosi’ tanta bonta’ ed amore che non riescoa smettere di piangere. In altri c’e’ paura, solitudine.
Vedo anche la perdita, la morte e le persone che ci hanno lasciato prematuramente.
Ayahuasca non mente e ti mette in faccia quello che devi vedere.
Tutte le figure che sono per me importanti e i miei maestri spirituali sono nella mia visione. Ed e’ cosi’ chiaro e lucido. Mi sento amata dalla sorgente, sono a casa, finalmente.
Poi mi accorgo che la cerimonia sta per terminare e la reazione e’ di rifugiarmi nella mia coperta di Linus e tremare come una foglia. Non voglio tornare.
Ma le luci, morbide, si accendono. Tre candele sono poste al centro della sala, segno certo.
Diego guida ancora una volta la cerimonia con grande padronanza, recitando principi e precetti di molte culture e religioni del mondo, senza barriere. Le sue mani muovono ombre ipnotiche sulle pareti del tempio, come ali di aquila.
ognuno con i propri tempi “ritorna” e abbraccia glia ltri fratelli della famiglia di lucecon amore incondizionato.
Io trovo la madre in una donna delle hawaii e fatico a lasciar andare l’abbraccio in cui affondo. E’ cosi’ difficile scendere di nuovo. ma so che le porte sono aperte per sempre e che posso tornare, e che le potentissime visioni illumineranno il mio cammino nei giorni a venire.
Cosi’, facendomi coraggio, io e Sean ce ne andiamo a dormire assieme alle ultime stelle, in un sogno lucido.
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- Published:
- February 11, 2010 / 5:14 pm
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