Palenque:il quinto chakra
A Maui mi e’ capitato in mano un libro.Parlava della nuova griglia di consapevolezza del pianeta e della sua kundalini che si e’ da poco spostata in Peru’ dal Tibet e che fa del centro-sud America il nuovo centro di spiritualita’ mondiale. Se l’Egitto e’ il polo maschile, questo e’ femminile. il serpente di energia si srotolerebbe verso il lago Titicaca attraverso 8 centri o chakra in Messico-Guatemala corrispondenti a 8 luoghi sacri. Palenque, in Chiapas rappresenterebbe il settimo chakra, il contatto con nuove realta’.Ed e’ il mio primo contatto con i Maya. Nutro grandi aspettative.
Arrivo alle rovine in tarda mattinata aspettando che smetta di piovere e cerco una guida, ma non una guida ordinaria. Un Maya Lacandona, che mi faccia conoscere i segreti di questi templi. So esserci un villaggio maya a pochi km nella jungla. Ne vedo uno.Tratti somatici come da antico bassorilievo, tunica bianca, capelli lunghi e scarmigliati. Lo avvicino attraverso una guida locale che sembra comprendere le mie esigenze, ma mi dice che ha altro da fare.Jose’, l’altra guida, e’ maya per meta’ e si offre di accompagnarmi in una “camminata spirituale” nella jungla ma il prezzo che chiede e’ elevato per me sola. Mi volto e vedo l’americana che era con me un paio di volte alla classe di yoga in S.Cristobal, capelli bianchi, sulla sessantina ma giovanile. Seguo la mia intuizione e le chiedo se vuole aderire. Accetta immediatamente.
la guida ci conduce prima al Palazzo Reale ove ci parla delle cerimonie di automutilazione che fino a pochi anni fa avvenivano al centro del cortile il 5 di maggio in corrispondenza dell’apogeo solare nel calendario religioso.
Quel giorno a mezzogiorno un raggio di sole passa attraverso la porta centrale e colpisce un bastone puntato nel centro del cortile. proprio in quel punto sento una fortissima energia , e’ come aver preso un eccitante.
La tomba del grande re Pakal e’ chiusa da decenni al pubblico ma quella della madre, l’ultima regina di un tempo in cui le donne erano al potere e’ accessibile, purgata dal mercurio che l’ammorbava. Significativo il bassorilievo del passaggio simbolico di potere al figlio 12enne che segna la transizione dal matriarcato al patriarcato nella civilta’ Maya.
Nel palazzo, in una camera dal letto di pietra, inizia una prima meditazione cristallo in mano. a me un’onice color miele, a Reen, la mia compagna d’avventure, una malachite.
poi proseguiamo in una lunga passeggiata nella jungla tra erbe medicinali, alberi centenari, ruscelli di fiumi sotterranei, canti di uccelli sconosciuti e soprattutto ovunque templi coperti dalla vegetazione.
Ci sentiamo parte della natura , fradicie e infangate , ma e’ pura energia vitale.
Fino alla sorpresa: un tempio segreto nascosto nella jungla, lontano da tutto, ai cui piedi deponiamo le offerte che jose’ ci ha fatto raccogliere durante il cammino. la mia sciarpa rossa e’ la mia offerta di sangue a questi dei cosi’ assetati.
E ha inizio la cerimonia. jose’ ci mette una di fronte all’altra, scalze, al centro, ed entriamo in meditazione. Quel tempio leggenda vuole essere dedicato alla moglie di Pakal, che essendogli anche sorella era tenuta a distanza dal Palazzo Reale. il tempio dimenticato.
Quando apriamo gli occhi Reen e’ commossa e senza conoscermi dice di aver sentito forte l’energia del mio cuore, che sono esattamente dove devo essere e che ha percepito quella essere per me un’iniziazione. il contatto con madre Terra. Esattamente quello che io ho sentito, anche se la mente a volte si aggrappava disperatamente al suo piccolo mondo razionale.
E non e’ un caso che fossimo due donne e di due generazioni diverse, proprio ora che il potere femminile inaugura un nuovo ciclo, si spera di maggiore equilibrio.
Scoprio a posteriori che Reen e’ insegnante di yoga in un ostello in una riservba naturale in California. anche lei alla mia eta’ ha girato il mondo e mi dice che la mia ricerca non finira’ mai e che saro’ sempre diversa anche se e’ piu’ facile essere “normale”. tutto questo mi risuona nel profondo.
Ringraziamo la nostra guida e con affetto ci abbracciamo e separiamo fino a che le nostre strade, somewhere, somehow si incroceranno di nuovo.
Io parto alla volta di Chichen Itza, il piu’ sacro di tutti i luoghi Maya, per la celebrazione del solstizio d’inverno.
Il cammino alla scoperta dei segreti cosmici e’ appena iniziato.
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- Published:
- December 22, 2009 / 4:17 am
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